Il dilemma del porcospino

Il filosofo Arthur Schopenhauer riflette sulla difficoltà del vivere in gruppo e di mantenere la giusta distanza nei rapporti con le persone per non ferirsi l'un l'altro.

"Una compagnia di porcospini, in una fredda giornata d'inverno, si strinsero vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono il dolore delle spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l'uno dall'altro. Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell'altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali: il freddo e il dolore. Tutto questo durò finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione".

(Arthur Schopenhauer – 'Parerga e Paralipomena')

Per le persone altamente sensibili questa necessità assume sfumature particolari: nel contempo convivono una maggiore tendenza ad avvicinarsi ai bisogni dell'altro, rischiando di pungersi molto più spesso, e una conseguente vitale necessità di allontanarsi, per riprendere spazio. Nell'empasse costante tra "troppo vicino" e "troppo lontano", l'ipersensibile alterna momenti di profonda empatia, condivisione, intimità, ad altri di espulsione, distanza, fuga. Solo nel momento in cui l'ipersensibile si renda davvero consapevole dei propri limiti e dei propri confini in senso psico-corporeo, potrà davvero cercare e trovare la "giusta distanza" che gli permetta di essere abbastanza vicini da sentirsi "con" l'altro, ma abbastanza lontani da non sentirlo "contro".

Persone Altamente Sensibili - HSP Italia

L’ articolo qui citato si basa sul presupposto che gli individui più suscettibili, non siano semplicemente più vulnerabili alle avversità, ma più generalmente “evolutivamente plastici” o malleabili”. E presenta di questo dimostrazioni empiriche che evidenziano come molti di coloro considerati esageratamente permeabili di fronte ad esperienze e fenomeni negativi possano verosimilmente trarre beneficio dalle persone di sostegno e piene di risorse.                                                                                       Di Michael Pluess, Jay Belsky

Articolo originale:   Psychological Bulletin © 2012 American Psychological Association 2013, Vol. 139, No. 4

Sensibilità come vantaggio

Le persone particolarmente sensibili sono state etichettate in tantissimi modi. Le hanno definite fragili, troppo emotive o eccessivamente drammatiche. Ma una persona sensibile non è solo lacrime e sentimenti contrastanti.
Chi ha una personalità empatica è geneticamente predisposto ad agire in un certo modo ed ha un approccio completamente diverso all'ambiente circostante. E non è detto che sia un male.

Ecco una lista di motivi che spiega perché queste persone si comportano diversamente da quelle più “insensibili”.

https://www.google.com/url?q=http://www.huffingtonpost.it/2015/06/12/perche-persone-sensibili-interagiscono-diversamente_n_7569812.html&sa=U&ved=0CAUQFjAAahUKEwiYxb7Z24zGAhVEWxQKHVtKAJg&client=internal-uds-cse&usg=AFQjCNGK2PyjWq6YithRZgNQiQuCX9p9Ig

 

Nei giorni 12 e 13 maggio 2015 si è svolto a Bruxelles il Primo Convegno Internazionale sull'Alta Sensibilità, che ha visto partecipi i principali ricercatori del campo, compresa Elaine Aron. Con piacere condividiamo un articolo pubblicato da "La Stampa" in cui citano l'evento e introducono l'argomento ufficialmente su un media Italiano.

http ://www.lastampa.it/2015/05/20/societa/piangi-spesso-capisci-meglio-il-mondo-26oiqKTmwBmY6E0nNTxIpO/pagina.html