Maggio è un mese che toglie il fiato, in tutti i sensi. Per chi come noi sente tutto in modo amplificato, questa esplosione di vita può essere bellissima, ma anche un po’ stancante. La luce che aumenta, i profumi che riempiono le strade e questa spinta continua a “uscire” e stare in mezzo agli altri possono farci sentire un po’ scoperti. È come se il mondo fuori accelerasse all’improvviso, mettendoci di fronte alla sfida di trovare il nostro equilibrio tra la voglia di partecipare a questa festa e il bisogno vitale di proteggere il nostro spazio interno.
Per accompagnare queste settimane, ho pensato a un libro che forse molti di noi hanno incrociato anni fa, magari facendo un po’ di fatica, ma che oggi può parlarci in modo tutto nuovo: “Narciso e Boccadoro” di Hermann Hesse.
È un romanzo che scorre limpido, senza forzature. Racconta di due amici che sono l’uno lo specchio dell’altro: Narciso vive di pensiero e rigore, mentre Boccadoro si lancia nel mondo seguendo l’istinto, l’arte e i sensi. Hesse ci porta con Boccadoro lungo sentieri pieni di sole e avventure, descrivendo quel richiamo verso l’esterno che sentiamo forte proprio in questo periodo dell’anno.
Perché sceglierlo proprio ora? Perché chi è altamente sensibile vive costantemente questo dualismo. Da una parte c’è il bisogno di ordine e struttura, dall’altra quella spinta irrequieta verso ciò che è autentico, verso la bellezza che ci fa vibrare. Hesse non scrive per mettersi in mostra, ma per cercare una verità profonda, e lo fa con una delicatezza che agisce quasi come una cura.
Leggere queste pagine a maggio significa ricordarsi che non dobbiamo scegliere per forza tra la testa e il cuore. Possiamo essere entrambi. Questo classico ci invita a non aver paura della nostra intensità e a vivere questa stagione con i nostri tempi, certi che la nostra capacità di sentire così tanto sia, in fondo, il nostro regalo più grande.
Buona Lettura!
Valentina Maffeo, Psicologa Psicoterapeuta e Operatrice Alta Sensibilità




