Marzo è il mese della soglia. Per le Persone Altamente Sensibili (PAS), l’arrivo della primavera non è solo un cambio di calendario, ma un’esplosione di stimoli che colpisce tutti i sensi. La luce che aumenta, il risveglio dei profumi della natura e l’instabilità del meteo possono generare quella che definiamo iper-stimolazione sensoriale (la ‘S’ di DOES). Se da un lato l’anima PAS vibra per la bellezza che rinasce, dall’altro può sentirsi vulnerabile e sopraffatta da questa nuova energia esterna.
Marzo ci spinge a uscire dal guscio invernale, ma richiede estrema cautela:
• La reattività al cambiamento: Il sistema nervoso percepisce il “passaggio”, portando spesso una stanchezza paradossale (la cosiddetta stanchezza primaverile) proprio mentre il mondo fuori si attiva.
• Il bisogno di radici: In un mese così mutevole, la persona PAS cerca punti fermi, storie che abbiano radici profonde per non farsi trascinare via dal vento del cambiamento.
• La fioritura interiore: È il momento di trasformare l’elaborazione profonda dell’inverno in qualcosa di visibile, ma con i propri tempi, rispettando i propri ritmi naturali.
Il libro che desidero consigliare per il mese di marzo è un classico intramontabile: “Il giardino segreto” di Frances Hodgson Burnett.
Non lasciatevi ingannare dalla sua fama di libro per l’infanzia; si tratta, in realtà, di un potente trattato sulla guarigione attraverso la cura e il contatto con la terra. La storia di Mary e Colin, due bambini chiusi nel proprio dolore e in una “corazza” difensiva, che rinascono riportando in vita un giardino abbandonato, parla direttamente alla capacità delle PAS di rigenerarsi attraverso la bellezza e la dedizione.
Per una persona sensibile, questo libro è un promemoria fondamentale: anche quando ci sentiamo “secchi” o spenti come i rami invernali, possediamo una forza vitale che aspetta solo il giusto nutrimento e un luogo protetto per esplodere. La scrittura della Burnett è ricca di dettagli sensoriali che nutrono l’immaginazione, rendendo la lettura un’esperienza quasi terapeutica, un ritorno a quella parte di noi che sa ancora meravigliarsi.
È un invito a coltivare il proprio “giardino interiore”, proteggendolo dalle intrusioni e permettendogli di fiorire con la pazienza che solo chi sente profondamente sa avere.
Buona Lettura!
Valentina Maffeo, Psicologa Psicoterapeuta e Operatrice Alta Sensibilità



